venerdì 30 novembre 2012

Io Voto Bersani

Voto Bersani perché non è solo chiaro e diretto nelle proprie affermazioni, ma rifugge dal populismo e dalle facili promesse (che peraltro non possono essere attuate per tutta una serie di motivi di carattere internazionale che non stiamo qui a spiegare ma che sono facilmente comprensibili a qualunque lettore che non sia un grillino):

Voto Bersani perché è uno che conta qualcosa (anche se non si sa quanto e, soprattutto, dove):

Voto Bersani perché è uno che non crede nella matematica:
Voto Bersani perché vuole uno Stato di Polizia e non ha paura di dirlo, anche a costo di citare il Trattato di Maastricht a sproposito, anche a costo di parlare di Maastricht scrivendo Mastricht:
Voto Bersani perché è uno che non si tira indietro quando c'è da buttarsi nell'agone politico e sporcarsi le mani per far valere le proprie idee (qualunque esse siano):


martedì 13 novembre 2012

Lezione n. 1: come andare in TV e guadagnare voti di P. Bersani


- Pronto?
- Pronto, ciao Pierluigi, sono Massimo, tutto bene?
- Eh bene, mi sto preparando per il confronto di stasera con gli altri 4 stronzi che vogliono rubarmi la poltrona.
- E come va?
- Così e così.
- Sai che devi rubare voti a Renzi, no?
- Eccerto.
- No, dico sul serio, Vendola lo votano i duri e puri ancora legati al comunismo, la Puppato l'abbiamo messa lì per far vedere che noi ci crediamo nelle donne e nelle quote rosa, quindi si prende un elettorato molto selezionato, sebbene sono in trattativa e forse almeno due sue zie voteranno comunque per noi. Tabacci l'abbiamo piazzato per togliere qualche altro voto a Renzi da parte dell'elettorato cattolico. Tu, Pierluigi, devi dargli il colpo di grazia a quel bamboccione e affossarlo.
- Colpo di grazia?
- Sì, dalla tua hai già il voto di tutta la nomenclatura del partito, chiunque abbia un briciolo di potere sa che devi vincere tu, altrimenti rischia il posto. Devi giusto convincere un po' di gente comune a votarti e la vittoria è assicurata, qualche anzianotto nostalgico di Prodi, quindi sii rassicurante, qualche cattolicone che ha paura che vinca Vendola, quindi sii cattolico, qualche imprenditore di cooperative e qualche direttore di banca, quindi sii te stesso.
- E così si vince?
- Si vince a mani basse, l'unica cosa è non sbagliare stasera, non cadere sulle domande imbarazzanti.
- Eeeeehhh, ma se mi chiedono dei matrimoni gay?
- Mai chiamarli matrimoni, MAI! E tu dì che sei a favore, così facciamo quelli evoluti, tanto con la Bindi in Parlamento e con l'alleanza con Casini che diremo è indispensabile realizzare, non li faremo mai.
- E sulle adozioni?
- Non rispondere.
- Come faccio a non rispondere? 
- Inventati qualcosa.
- Ma se dico che sono contrario, mi gioco il voto di quelli di sinistra, se dico che non sono contrario, mi gioco il voto dei capi-boyscout, che fare?
- Hai ragione, ma ho la soluzione. Ricapitolo: sì alle unioni civili (mai parlare di matrimonio), tergiversare sulle adozioni, tipo dobbiamo vedere, chissà, forse sì, certo è anche vero che, cose così, ci infili tre o quattro pause in più delle tue solite e vedrai che il minuto di tempo scorre via veloce e poi...
- E poi?
- E poi ecco qui il colpo di genio, tanto è vero che sono Massimo D'Alema.
- Cosa?
- Poi, tu butti lì che la tua figura di riferimento è Papa Giovanni XXIII!
- Il Papa Buono?
- Quello lì.
- Perché?
- Pierluigi, tu non capisci una mazza, tu cita quello, così nei giornali di sinistra noi puntiamo al fatto che tu sei d'accordo sulle unioni civili (e alla Bindi non facciamo rilasciare nessuna dichiarazione in questo momento, così non ci rompe le uova nel paniere), su quelli cattolici uscirà invece che il tuo punto di riferimento per una sinistra moderna è un vecchio Papa che nulla di rivoluzionario ha fatto, poi, se riesci, parli un po' di economia, buttando qua e là il termine "lenzuolata", e copriamo anche i giornali economici e, infine, utilizzi il termine "lenzuolata sulla moralità", così accontenti tutti quegli italiani che anche se non lo ammettono, amerebbero vivere in uno Stato Etico. Hai capito?
- Perfettamente.
- Bene.
- Massimo?
- Sì?
- Grazie. Ti voglio bene.
- Non fare il frocio, tanto quei voti a Vendola non glieli porti via.

domenica 4 novembre 2012

Perché il PD dovrebbe ricandidare D'Alema [A real life/4]


Massimo D'Alema, figlio di Giuseppe D'Alema, dirigente nazionale del PCI e deputato dal  1963 al 1983 (solamente venti anni...), è uno dei massimi esponenti della politica italiana.

Ora, pur sapendo che si potrebbe tranquillamente chiudere con queste due righe tutto il discorso [figlio+padre+deputato+venti anni in Parlamento+lascio il posto di lavoro a mio figlio], analizziamo nel dettaglio chi è D'Alema e perchè il PD lo dovrebbe ricandidare.

A 14 anni, invece di pensare alla figa come ogni adolescente normale, si iscrive alla FGCI. Ma forse i suoi sono solo problemi di dislessia.

A causa dell'ambiente famigliare in cui cresce, D'Alema viene naturalmente considerato da tutti un "figlio di partito". Nomea che si porterà per tutta la vita, almeno per quanto riguarda la prima parte.

Preso il diploma, si trasferisce a Pisa per frequentare le lezioni di filosofia. E' il 1967 e le lezioni di filosofia sono chic e non impegnano, permettendo a chi le frequenta (come, per dirne un altro, Bersani) di fare tutt'altro.

All'esame di ammissione alla facoltà, D'Alema conosce Fabio Mussi (un altro filosofo), con cui stringe subito una profonda amicizia che li porterà ad organizzare anche alcune manifestazioni e occupazioni in facoltà, nonché interminabili partite a Dungeons & Dragons ed estenuanti dibattiti sulla forma da adottare per i baffi. Alla Hitler per Mussi, alla Massimo D'Alema per D'Alema.

Poco prima di discutere la tesi dal titolo "Produzione di merci a mezzo merci", D'Alema si ritira dalla facoltà. Secondo un amico, vi rinunciò dopo aver capito che la sua tesi non c'entrava un cazzo con la filosofia.

Nel 1970 è così libero di pensare alla politica, entra nel comitato federale del FGCI e diventa capogruppo in consiglio comunale.

Nel 1975 Berlinguer stava cercando un successore alla guida della FGCI, per la quale voleva un nuovo corso: che la risollevasse dalla diminuzione degli iscritti e la portasse più vicina alla linea del Compromesso storico. La scelta ricadde su D'Alema e se avete cliccato sul link per vedere cosa diavolo fosse la FGCI, avete un'idea del buon lavoro svolto.

Nel 1984, per dargli visibilità, Berlinguer porta con sè Massimo al funerale di Jurij Andropov (politico sovietico, fautore dell'invasione sovietica in Ungheria del '56, capo del KGB sino all'82, pezzo di merda dal 1914).

Nel 1987 diventa deputato, carica che mantiene tuttora dopo soli 25 anni, giusto sufficienti a battere il precedente record detenuto dal padre.

Nel 1994, dopo una lunga battaglia con Veltroni per la leadership del partito (e, ripeto, Veltroni), D'Alema riesce a vincere grazie al voto del Consiglio Federale del PDS, dopo che, in prima battuta, gli iscritti al partito avevano dato 6000 voti a Veltroni (e, ripeto, Veltroni) e solo 5000 a lui.

(Uno che perde a qualsiasi cosa con Veltroni, dovrebbe farsi molte domande. Sì, anche se la partita è a briscola e voi giocate con due carte e lui con 4)

Nel 1996, a seguito della vittoria del primo governo Prodi, D'Alema viene eletto Presidente della Commissione Bicamerale per le Riforme Istituzionali (che, da ora, per brevità, riassumeremo con un "ruolo di merda per un qualcosa di inutile").

Nel 1998, stancatosi di ricoprire un "ruolo di merda per un qualcosa di inutile", silura il cattolico Prodi (grazie a Rifondazione) e diventa Capo del Governo (che, da ora, per brevità, riassumeremo con un "ruolo fico per un qualcosa di inutile").

Mantiene il suo "ruolo fico per un qualcosa di inutile" per circa 14 mesi, poi cade (per il voto a favore dell'intervento della NATO in Kosovo) nel dicembre del 1999, ma viene subito riconfermato al suo "ruolo fico per un qualcosa di inutile" sino ad aprile del 2000, quando dà le dimissioni a seguito dell'ennesima sconfitta alle elezioni regionali.

In un anno e mezzo, il Governo D'Alema riuscì comunque ad approvare, oltre all'intervento militare in Kosovo, anche la riforma del lavoro che diede maggiore flessibilità alle cavità anali dei giovani.

Nel 2004 finisce al Parlamento Europeo. Ci rimane due anni, in cui dà sfoggio di tutto la sua maestria politica promuovendo una forte azione per ... e impegnandosi affinché anche le fasce più deboli della popolazione avessero la possibilità di ... . In tutto questo, poi, non possiamo dimenticare l'enorme spinta che diede alle istituzioni comunitarie al fine di ... .

Due anni dopo, ritorna in Parlamento e diventa Ministro degli Esteri per Prodi fino al 2008. Ora, molti si sono chiesti perché Prodi abbia voluto nuovamente chiamare vicino a sè l'artefice della sua prima rovina, qualcuno l'ha ritenuta una scelta dettata da una chiara strategia politica, altri la scelta di un vecchio coglione cattocomunista di merda.

Dal 2010 ad oggi, è Presidente, succedendo a Rutelli (e, ripeto, Rutelli) del COPASIR, il Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica. Se vi state toccando i coglioni, vi capisco. E anche la Repubblica.

A fronte di tutto quanto scritto, pare evidente che sia assolutamente necessario per il PD ricandidare D'Alema, anche al costo di silurare Renzi.

Se non capite ancora bene il perché, tenete conto che l'umile scrittore spera che il PD perda da qui all'eternità finché tutta questa gente non sia scomparsa nell'oblio del tempo.

lunedì 24 settembre 2012

Problema/1 (solo per solutori più che abili)


Problema:
 
"Pierino riceve una paghetta di 100 € al mese da utilizzare per comprarsi giornalmente la merenda. La merenda costa 1 € al giorno. Pierino si reca a scuola 5 giorni alla settimana, spendendo, quindi 20 € al mese. I restanti 80 € vengono spesi da Pierino per videogiochi, regali agli amici, caramelle, luna park". 

Il candidato, assunte le vesti di una persona con un minimo di senno, spieghi come mai il super tecnico Dott. Bondi, voluto dal Ministero e pagato con soldi pubblici, non riesca a capire che bisogna tagliare i rimborsi elettorali ai partiti perché prendono troppi soldi e poi è inutile scandalizzarsi se li usano come cazzo vogliono visto che sono soldi loro, porca troia!

(10 minuti di tempo)

martedì 18 settembre 2012

Il labirinto dell'Avvocato.


- Buongiorno.
- Buongiorno avvocato.
- Dovrei spedire un atto di citazione in Croazia, volevo sapere da Lei, Ufficiale Giudiziario, che di lavoro spedisce gli atti di citazione in Italia e nel Mondo, qual era la procedura corretta.
- Eeehhh...dunque, ha provato a chiedere alla preposta? E' la dott.ssa Tizia, dovrebbe avere il librone con il vademecum per le notifiche per ogni Paese del Mondo.
- La ringrazio, vado subito a sentirla.
---
- Buongiorno.
- Buongiorno avvocato.
- Dovrei spedire un atto di citazione in Croazia, volevo sapere da Lei, Ufficiale Giudiziario, che di lavoro spedisce gli atti di citazione in Italia e nel Mondo, qual era la procedura corretta.
-  Eeehhh...dunque, ha provato a chiedere alla Sig.ra Sempronia? Dovrebbe avere il librone con il vademecum per le notifiche per ogni Paese del Mondo.
- La ringrazio, vado subito a sentirla.
---
- Buongiorno.
- Buongiorno avvocato.
- Dovrei spedire un atto di citazione in Croazia, volevo sapere da Lei, Ufficiale Giudiziario, che di lavoro spedisce gli atti di citazione in Italia e nel Mondo, qual era la procedura corretta.
- Eeeehhh...dunque, vede, questo è il librone, ma è un po' datato. Ha provato a guardare sull'internette?
- No, pensavo lo sapeste voi.
- Be', ma oggi voi avvocati ne sapete più di noi. (ammicca)
- Dipende...comunque, che dice di fare alla fine?
- Controlli sull'internette, verifichi la procedura e poi viene e ce la spiega.
- La ringrazio, vado subito a controllare.
---
- Buongiorno.
- Buongiorno avvocato.
- Dovrei spedire un atto di citazione in Croazia, volevo sapere da Lei, Addetta del Ministero della Giustizia per le notificazioni tra Italia e Repubbliche della ex-Jugoslavia, qual era la procedura corretta.
- Guardi,  è molto semplice, va dagli Ufficiali Giudiziari di Brescia, si fa timbrare 3 atti, uno lo tenete voi, due ve li fate ridare e ce li mandate. Poi ci pensiamo noi.
- La ringrazio molto.
---
- Buongiorno.
- Buongiorno avvocato.
- Dovrei spedire un atto di citazione in Croazia, ho chiamato il Ministero della Giustizia, in particolare l'Addetta del Ministero della Giustizia per le notificazioni tra Italia e Repubbliche della ex-Jugoslavia, e mi ha detto che dovevo venire da voi, farmi timbrare 3 atti, uno lo teniamo noi, due me li ridate e poi li mandiamo noi al Ministero.
- Impossibile.
- Ma...
- Impossibile, al massimo possiamo spedire noi al Ministero.
- Ma l'Addetta ha detto...
- Non mi interessa!
- Ma mi avete detto voi di interessarmi della procedura perché non la sapevate...
- Sì, ma così di certo non è.
- Ma...
- Mi dispiace.
---
- Buongiorno.
- Buongiorno avvocato.
- Dovrei spedire un atto di citazione in Croazia, mi avete spiegato la procedura ieri, ma oggi gli Ufficiali Giudiziari di Brescia mi hanno detto che non è così.
- E' così.
- Già, ma loro dicono che non è così.
- Ma lo è.
- Già...ad ogni modo, cosa devo fare?
- Guardi, per venirLe incontro, facciamo così, vada dagli Ufficiali Giudiziari, faccia 3 copie, una la tenete voi, due ce le fa inviare da loro direttamente a noi in un'unica busta. E poi ci pensiamo noi.
- Perfetto, La ringrazio molto per la disponibilità.
---
 - Buongiorno.
- Buongiorno avvocato.
- Dovrei spedire un atto di citazione in Croazia, il Ministero mi ha spiegato la procedura ma a voi non andava bene, quindi li ho risentiti e mi hanno detto che, se preferite, possiamo fare così: 1 copia la teniamo noi, due le inviate voi per posta al Ministero in un'unica busta.
- Impossibile, al massimo possiamo mandare i due atti con due buste diverse.
- Ma l'Addetta ha detto...
- Non mi interessa!
- Ma...
- Mi dispiace...

(fine?)

mercoledì 12 settembre 2012

Family Day vs Family Gay


Giuseppe e Maria sono sposati e hanno un bambino, avuto da una precedente relazione di lei. Giuseppe ha accettato di esserne comunque il padre putativo. Hanno, entrambi, seri problemi di natura sessuale, come coppia proprio non funzionano, non fanno mai all'amore, anche se sembra che a loro non pesi.
Lui fa l'artigiano del legno, lei la casalinga, i soldi sono pochi e sono costretti a vivere in ristrettezze. 
Nonostante la gravidanza di lei, hanno deciso di intraprendere un viaggio faticoso, tanto che il bambino è poi nato in una stalla, circondato da animali, in condizioni igieniche pessime.
Fortunatamente il bambino è riuscito a sopravvivere e Giuseppe e Maria a tenere nascosta la cosa agli assistenti sociali.
I due sono molto religiosi, tanto che hanno deciso di mandare il figlio ad istruirsi presso dei sacerdoti e non nelle comuni scuole.
Il ragazzo apprende velocemente i precetti, ma, o forse proprio per questo, cresce con una sessualità deviata.
Non riesce a coltivare un rapporto "normale" con l'altro sesso, si accompagna solo ad altri ragazzi, che lo seguono, vittime inconsapevoli del suo indubbio carisma.
Le uniche donne con cui riesce ad avere rapporti, peraltro non di natura appagante, sono le prostitute.
Questo è dovuto anche al trauma di essere cresciuto in una famiglia bigotta, in cui la madre e il padre putativo si sono sempre rifiutati di avere tra loro alcun contatto fisico. O almeno, se ne avevano, mai di fronte al ragazzo.
Giuseppe, sempre più depresso e frustrato dalla vita di coppia, man mano che passano gli anni e il bambino cresce, riduce al minimo le visite al figlio, ormai uscito di casa per stare in una comune, non riuscendolo ad accettare come veramente suo.
Il figlio morirà a 33 anni dopo un periodo passato in carcere quale responsabile di alcune sommosse contro lo Stato.
Solo la madre andrà al suo funerale.

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Mario e Giuseppe si sono sposati in California. Hanno preso la residenza lì per qualche anno e sono riusciti anche ad avere in adozione un bambino. La ragazza madre, una diciassettenne rimasta incinta e abbandonata dai genitori, pur di non abortire aveva chiesto aiuto e loro sono stati scelti dall'organizzazione cui si era rivolta la donna.
Hanno pagato di tasca propria tutte le ingenti spese mediche della ragazza e il bambino è nato in un ospedale ultra moderno, con tanto di sala per le emergenze neonatali. Mario e Giuseppe non volevano rischiare che qualcosa potesse andare storto.
Dopo qualche anno passato in California con il loro bambino, hanno deciso di tornare in Italia.
Fortunatamente sono due liberi professionisti capaci e si sono facilmente reinseriti nel mondo del lavoro. Hanno un reddito alto che permette loro e al bambino di condurre una vita agiata.
Mario e Giuseppe stanno insieme ormai da 12 anni. Si amano ancora, con meno passione dei primi anni, ma con più consapevolezza.
Di fronte al bambino si tengono per mano e si abbracciano. 
Giuseppe bacia sempre Mario quando rientra a casa, prima di fare una carezza a suo figlio.
Una volta cresciuto, hanno mandato il bambino a studiare in una scuola pubblica. Certo, a volte si sono trovati in imbarazzo di fronte agli altri genitori e agli insegnanti, ma se la sono cavata e, comunque, hanno capito che per evitare i pregiudizi basta che si presenti solo uno dei due in qualità di padre. Nessuno ha mai fatto domande.
Il figlio ha fatto le scuole dell'obbligo, il liceo scientifico e si è laureato in architettura, con un voto finale di 100. Mario e Giuseppe erano molto orgogliosi, anche se Mario avrebbe sognato il 110 e lode.
Ad ogni modo, c'erano tutti gli amici del figlio ad applaudirlo per il compimento dei suoi studi e la sua ragazza a dargli un bel bacio. Il ragazzo era ormai diventato un uomo e loro erano al settimo cielo.
Ora lui è andato a convivere e si ritrova con i genitori ogni due settimane circa, quando va, insieme alla compagna, la domenica a pranzo.
Mario e Giuseppe sperano presto di avere qualche nipotino da crescere, mentre invecchiano insieme.



martedì 28 agosto 2012

Volere Voliere

Voglio un PD in grado di avere un programma di 10 punti e 10 pagine al massimo.

Voglio un PD che dica che sì, i cattolici sono importanti, ma lo Stato è laico e la politica si deve occupare di tutti i cittadini.

Voglio un PD che dica sì ai matrimoni fra i gay.

Voglio un PD che dica che bisogna abbassare le tasse ai lavoratori subordinati e parasubordinati, ai liberi professionisti e agli artigiani.

Voglio un PD che ringrazi Bersani per il lavoro svolto e lo saluti.

Voglio un PD che ringrazi la Bindi per quello che non ha fatto perché avrebbe potuto sicuramente peggiorare la situazione e la saluti.

Voglio un PD che se qualcuno non è d'accordo con la linea del partito, venga accompagnato alla porta e cacciato a calci in culo prima che si metta a fare proseliti e correnti e correntoni.

Voglio un PD in cui all'ingresso della sede nazionale ci sia la foto di D'Alema con scritto "Io non posso entrare".

Voglio un PD in cui Prodi non venga tenuto in minima considerazione se non per consigli su come crescere i nipotini dei nostri peggiori nemici.

Voglio un PD che faccia una riforma della giustizia e dica che non è possibile continuare così.
Voglio un PD che non si faccia dettare la linea politica da Repubblica e De Benedetti.

Voglio un PD che la smetta di pensare a Berlusconi, Grillo, la Lega e a qualsiasi altro soggetto politico che in questi anni si sia rivelato molto più abile nel comunicare.

Voglio un PD che dica che il comunismo, come il fascismo, è morto e sepolto e che i vari Ferrero dovrebbero farsene una ragione.

Voglio un PD che parli con una sola voce, chiara, semplice e comprensibile, anche a costo di escludere Vendola.

Voglio un PD che inizi a pensare a politiche per le giovani famiglie, per incentivare il part-time per le donne con figli e per aumentare il numero di asili nido riducendone il costo.

Per questo, immagino, non potrò mai votare per il PD.

giovedì 19 luglio 2012

Fossi Nicole Minetti/About a Dream


Buongiorno, innanzitutto vorrei ringraziarvi per essere venuti alla mia conferenza stampa. In questi ultimi giorni il mio nome è stato spesso associato alla parola dimissioni, ebbene, ho pensato fosse giunto il momento di fare un po' di chiarezza.
In questi ultimi tempi sono stata definita "zoccola", "troia", "pompinara" e in mille altri modi, taluni espliciti, da chi, tra colleghi, giornalisti e liberi pensatori, ha avuto almeno le palle di dire quello che pensa, taluni impliciti, utilizzando lunghi giri di parole, il classico italiota dico-non dico, per arrivare al medesimo concetto.
Non vi ammorberò buttandomi in una strenue difesa della mia persona, non mi interessa, le vostre opinioni sono rispettabilissime ma, capirete bene, restano tali.
Io vorrei rispondere a quella gente che, prima dall'opposizione e ora dal mio partito, sostiene che dovrei dimettermi perché inadeguata al ruolo. Inadeguata a cosa? A votare delle leggi regionali? Ci vuole una grande preparazione? Non è sufficiente una laurea? Bisogna avere un master? Non si può avere un bel culo per votare? Fatemi capire. E, soprattutto, dite a tutti i cittadini che chi non fa, o quantomeno ha fatto, anche in un remoto passato, un lavoro considerato "giusto", che so, il professore, l'avvocato o il giuslavorista, non può fare politica. Eppure non mi pare che quando è stato candidato dal PD l'operaio sopravvissuto della Thyssen qualcuno abbia protestato. E se lui può sedere in parlamento, io non posso stare al consiglio regionale? Davvero? Quale era il suo merito a parte quello di essere sopravvissuto? Siete solo degli ipocriti. 

Ma torniamo alla Regione, questa bella e industriosa Regione che ha un Consiglio Regionale composto da 80, rispettabilissime, persone, a circa 113.000 € l'anno. Persone laboriose che nel 2011 hanno sfornato la bellezza di 26 Leggi Regionali, tra cui:

1) Legge Regionale 10 febbraio 2011 , n. 1 -Istituzione del Comune di Gravedona ed Uniti, mediante fusione dei Comuni di Consiglio di Rumo, Germasino e Gravedona, in provincia di Como
2) Legge Regionale 14 febbraio 2011 , n. 2 - Azioni orientate verso l'educazione alla legalità
3) Legge Regionale 7 marzo 2011 , n. 5 - Celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia e valorizzazione del patrimonio storico risorgimentale in Lombardia
4) Legge Regionale 29 aprile 2011 , n. 7 - Modifiche e integrazioni alla legge regionale 16 luglio 2007, n. 16 (Testo unico delle leggi regionali in materia di istituzione di parchi) - Istituzione del Parco naturale delle Groane e ampliamento dei confini del Parco regionale
5) Legge Regionale 23 maggio 2011 , n. 10 - Promozione, riconoscimento e sviluppo delle confraternite enogastronomiche e di associazioni consimili
6)  Legge Regionale 4 agosto 2011 , n. 13
Modifiche alle leggi regionali 30 luglio 2008, n. 24 - Disciplina del regime di deroga previsto dall'articolo 9 della direttiva 79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, in attuazione della legge 3 ottobre 2002, n. 221 (Integrazioni alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, in materia di protezione della fauna selvatica e di prelievo venatorio, in attuazione dell'articolo 9 della direttiva 79/409/CEE)) e 16 agosto 1993, n. 26 (Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell'equilibrio ambientale e disciplina dell'attività venatoria)
7) Legge Regionale 12 agosto 2011 , n. 15 - Mutamento delle circoscrizioni comunali dei comuni di Brembate e Capriate San Gervasio, in provincia di Bergamo
8) Legge Regionale 26 settembre 2011 , n. 16 - Approvazione del piano di cattura dei richiami vivi per la stagione venatoria 2011/2012 ai sensi della legge regionale 5 febbraio 2007 n. 3 'Legge quadro sulla cattura dei richiami vivi'
9) Legge Regionale 21 novembre 2011 , n. 17 - Partecipazione della Regione Lombardia alla formazione e attuazione del diritto dell'Unione europea
10) Legge Regionale 21 novembre 2011 , n. 18 - Esposizione del crocifisso negli immobili regionali
11) Legge Regionale 28 dicembre 2011 , n. 24 - Abrogazione della legge regionale 26 settembre 2011, n. 16 (Approvazione del piano di cattura dei richiami vivi per la stagione venatoria 2011/2012 ai sensi della legge regionale 5 febbraio 2007, n. 3 'Legge quadro sulla cattura dei richiami vivi') e dei commi 4 bis e 4 ter dell'articolo 4 della legge regionale 30 luglio 2008, n. 24 (Disciplina del regime di deroga previsto dall'articolo 9 della direttiva 79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979, concernente la conservazione degli uccelli selvatici), come introdotti dall'articolo 1, comma 1, lettera b), della legge regionale 4 agosto 2011, n. 13 (Modifiche alla l.r. 24/2008 e alla legge regionale 16 agosto 1993, n. 26 'Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell'equilibrio ambientale e disciplina dell'attività venatoria')

Ecco, altre 5 leggi riguardano solo il bilancio e il piano finanziario, nel 2011 la Regione Lombardia ha così sfornato una legge ogni 14-15 giorni, l'utilità delle stesse, nel maggiore dei casi, la lascio decidere a Voi.
Eppure, per votare una legge, per dirne una, che obblighi tutti i palazzi della Regione ad esporre il crocefisso, mi dicono servano particolari capacità.

Ma non sono io sempre stata in Consiglio? Non ho sempre votato? Allora, di più, che dovevo fare? Eppure l'On. Santanché ora dice che non sono adatta al lavoro, ma almeno io non ho il 54,6% di assenze in Parlamento.
Ma almeno io per arrivare sino a qui, il posto, me lo sono sudato e anche se voi ora ridete, alla fine questa è la verità, me lo sono sudato, non come il mio collega Romano La Russa, fratello di Ignazio e figlio di Antonino (ex senatore MSI); almeno io non sono Consigliere Regionale dal 1990, 22 cazzo di anni, come la mia collega Margherita Peroni, almeno io non sono in Consiglio Regionale per essere stato fisioterapista del Milan, come il mio collega Giorgio Puricelli, almeno io non sono una vecchia socialista, come il mio collega Rienzo Azzi, almeno io per allungare il mio curriculum vitae sul sito del PDL-Lombardia non ho scritto banalità stile "L’interesse e la passione per la politica, dice, «l’hanno accompagnata per tutta la vita, sia in famiglia che nell’ambito delle amicizie»", né per giustificare la mia elezione ho scritto "Per meglio approfondire le tematiche attinenti alla Commissione Ambiente frequenta il corso “Colloqui sul paesaggio lariano”, curato dalla Camera di commercio di Como e patrocinato dalla Regione Lombardia, da Univercomo, dal Politecnico di Como e Lecco per la tutela e valorizzazione del paesaggio", come la mia collega Paola Maria Camillo, almeno io non sono Presidente della Regione Lombardia dal 1995 (17 cazzo di anni), come il mio Collega Roberto Formigoni.

Eppure, volete le mie dimissioni, non le loro. Le mie e perché? Perché mi ha messo in lista Berlusconi? E questi qui, secondo voi, come ci sono finiti? E quelli del PD nel listino bloccato? Chi pensate che li decida? Il popolo o Bersani? E mi verrete a dire che gli altri non si sono mai vestiti da suore sexy per entrare nel listino? Perfetto, ma fino a prova contraria almeno io posso dire di non aver né pagato né preso una tangente. Posso dire di non essere da 20 anni una trafficona della politica regionale. Posso dire che non sono ammanicata con CL che in Lombardia ha le mani in pasta in tutta la sanità. Posso dire che non sono 20 anni che perdo le elezioni come una Rosy Bindi qualunque. E allora, perché dovrei dimettermi? Perché il partito ha bisogno di darsi una rinfrescata? Una rinfrescata e poi parla solo gente che ha più di 50 anni? Con un presidente che si vuole ricandidare a più di 80 anni?

Sapete cosa vi dico? Dimettetevi voi e andate a fare in culo.

Grazie.

Bacini.

mercoledì 18 luglio 2012

La Monaca del Pirellone


"Tra l'altre distinzioni e privilegi che le erano stati concessi, per compensarla di non poter essere parlamentare c'era anche quello di stare in uno studio odontoiatrico. Quel lato dello studio era contiguo a un partito abitato da un ex giovine, scellerato di professione, uno de' tanti, che, in que' tempi, e co' loro sgherri, e con l'alleanze d'altri scellerati, potevano, fino a un certo segno, ridersi della forza pubblica e delle leggi. Il nostro manoscritto lo nomina Silvio, senza parlar del casato. Costui, da un suo predellino che dominava un cortiletto in quello studio, avendo veduta Nicole qualche volta passare o girandolar lì, per ozio, allettato anzi che atterrito dai pericoli e dell'empietà dell'impresa, un giorno osò rivolgerle il discorso. La sventurata rispose".

mercoledì 27 giugno 2012

Illusionismi italiani





- La primavera araba!

- La rivoluzione!
- Siamo liberi!
- Berlusconi se n'è andato!
- Non esiste più la censura!
- Tutto va meglio!
- Sopravviveremo!
- Ce la faremo perché l'Italia è un Grande Paese!
- Siamo pronti a fare sforzi per il bene collettivo!
- Finalmente delle donne nei ministeri che contano!
- Pena di morte per le prostitute!
- W le donne!
- Abbasso il machismo italiano!
- Forza Monti ci salverai!
- Forza Nazionale Italiana!
- W Noi!

Nell'ultimo concorso notarile, su 200 posti disponibili, sono state promosse 189 persone, di cui*:  n. 161 figli e figlie di notai, n. 1 con zio e nonno notaio, n. 1 genero del ministro Severino.

Complimenti ai 26 neo notai che ci mantengono nell'illusione di vivere in un Paese civile.




* I dati sono stati forniti da persona informata dei fatti, ma che desidera restare anonima.

venerdì 15 giugno 2012

Uomini con la legge.


- Sai cosa serve?
- Cosa?
- Serve una legge.
- Una legge per che cosa?
- Come per che cosa?
- Hai detto che serve una legge, una legge serve per disciplinare qualcosa, no?
- Dici sul serio o mi stai prendendo per il culo?
- Dico sul serio, serve una legge, va bene, ma per cosa?
- Non ho parole...
- Non capisco.
- Lo vedo.
- Scusa, ma secondo te a cosa serve una legge che disciplina le piscine private italiane?
- Tipo quella della regione lombardia per cui la piscina di un condominio, composto anche da poche abitazioni, deve avere il bagnino se vuole essere profonda più di 1,40 metri?
- Esatto.
- Me lo sono sempre chiesto.
- Senza trovare una risposta, immagino.
- Chiaramente no.
- E, secondo te, a cosa può servire tutta una fitta normativa ASL per disciplinare ogni aspetto di una cucina in una festa di paese?
- Tipo richiedere che non solo si facciano le pulizie ma che si tenga un registro dove c'è scritto che le pulizie si sono fatte, per cui se escono gli ispettori e vedono che c'è sporco, ma c'è il registro uno è a posto, mentre se tutto è pulito ma non c'è il registro prende la multa?
- Esatto.
- Me lo sono sempre chiesto.
- E, secondo te, a cosa può servire fare leggi per tutelare il credito delle imprese quando si dà la possibilità ad Equitalia di insinuarsi nei pignoramenti mobiliari e succhiare tutto il ricavato alle imprese, lasciando loro tutte le spese di tasse e spese legali senza neanche dar loro la possibilità di detrarsi integralmente quegli importi dalle tasse?
- Stessa cosa.
- Bene, mio giovane collega, è che tutte queste leggi che tu giudichi inutili o inique, servono a far vedere agli elettori che noi lavoriamo, che facciamo qualcosa pensando a loro, alla loro salute, ai loro soldi, ai loro interessi e bisogni primari e, contemporaneamente, burocratizziamo lo Stato, lo rendiamo una macchina ingolfata di leggi, di lacci, norme anche in contrasto le une con le altre, perché così noi saremo sempre in grado di controllare tutto e tutti e, al contempo, amico mio, saremo anche in grado di trovare per i nostri amici delle comode scappatoie, delle scuse e, al contempo, burocratizzando, riusciremo a tenere tutti sotto controllo, tutti asserviti alle richieste dello Stato, siano essere giuste o assurde, tutto schematizzato, un patentino per tutto, una procedura per tutto, poi pazienza se non la si rispetta mai, se succede qualcosa a qualcuno che odiamo, possiamo spuntare da dietro l'angolo e puntare il dito. Questo è il nostro potere, questo è il perché delle leggi.
- Finalmente ho capito!
- Bene e ora, scusa ma è il mio turno: "Signor Presidente, Onorevoli Colleghi, è con vivo interesse e piacere che porto alla Vostra attenzione la seguente proposta di legge volta a regolamentare, tramite l'introduzione di un apposito esame e successivo esame di abilitazione, le modalità per i cittadini italiani di respirare al fine di obbligarli a farlo in maniera corretta in modo da tutelare la loro salute".

lunedì 28 maggio 2012

Teorema

"Prendi un calciatore, trattalo male,
lascialo in galera per ore.
Non farti vivo e quando lo indaghi
fallo come fosse un mafioso.
Fa sentire che é poco importante,
dosa bene amore e crudeltà.
Cerca di essere un tenero pm
ma fuori dalle tv nessuna pietà.
E allora sì vedrai che canterà,
chi é più vessato più cose dirà.
E allora sì vedrai che canterà
chi é più vessato più cose dirà"

"Associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva" questa l'accusa che ha portato in manette 19 persone. Tra queste Milanetto e Mauri, il primo giocatore di serie B, il secondo perno della mia squadra del fantacalcio.

L'arresto è stato fatto più o meno verso le 6 del mattino. Per pura casualità, passava di lì qualche giornalista che ha così potuto scattare la foto di Mauri sulla gazzella.

Mauri e gli altri erano sotto inchiesta da almeno 6 mesi, ma si è pensato di intervenire ora con un'operazione che non è certo mediatica e nel pieno rispetto dell'art. 274 c.p.c.*.

Non a caso alle 11 di oggi non c'è stata una conferenza stampa.

In questa conferenza stampa che non è mai stata indetta, gli inquirenti non hanno dichiarato:

- "L'inchiesta sta evolvendo bene dal nostro punto di vista. Stamane abbiamo proceduto alle custodie cautelari, impiegando 95 equipaggi e circa 280 uomini, recandoci in 23 città". 280 uomini per arrestare una decina di calciatori, più altri 9 "estranei", per una media di 14,7 agenti per persona. Qualcuno in meno di quelli utilizzati per l'arresto di Provenzano. Peraltro mi chiedo a chi sia toccato l'agente disabile senza un braccio o una gamba.

- "Non vi aspettate grandi cose da me: questa conferenza stampa non è autocelebrativa". Così ha chiosato il procuratore per spiegare alla platea cosa si intende per "excusatio non petita, accusatio manifesta".

- "Strasser Laszlo era un contatto diretto tra ungheresi e singaporiani. Il peso del trolley del soggetto di Singapore era di significativo valore: tra partenza e arrivo aveva perso un chilo, circostanza che fa pensare al denaro, anche se non ne abbiamo la prova". State attenti la prossima volta che portate del grana a vostro figlio all'estero.

- Buongiorno, cosa può fare la sua banca per lei oggi?
- Mah...mi dia un chilo di denaro.
- Ho pesato un chilo e due, che faccio, lascio?

- "Speriamo che il documento del provvedimento non venga diffuso su internet, ma sono convinto che se la divulgazione verrà diffuso ciò avviene contro alla volontà dei miei uffici". Che è un po' come dire che la cosa non è mai successa e che se è successa, lui stava dormendo. Ma in fondo si sa, è colpa dei giornalisti che non solo si appostano alle 6 del mattino davanti alle case di tutti i calciatori per fotografarli se verranno per avventura arrestati, ma che si sono inventati diaboliche macchine che scannerizzano i documenti all'insaputa delle procure.

Ad ogni modo, si è ricalcato lo schema già brillantemente utilizzato per Doni: tiri giù dal letto un cittadino, lo ammanetti, lo porti in carcere, lo metti in isolamento, lo tieni lì tre giorni dove continui a minacciarlo. Non lo fai parlare con la famiglia. Non lo fai parlare con il suo avvocato. Poi al secondo giorno hai già una persona che è disposta a dirti tutto. Un cittadino che collabora. Uno schiavo.


*Art. 274 c.p.p.
Esigenze cautelari.
1. Le misure cautelari sono disposte:
a) quando sussistono specifiche ed inderogabili esigenze attinenti alle indagini relative ai fatti per i quali si procede, in relazione a situazioni di concreto ed attuale pericolo per l'acquisizione o la genuinità della prova, fondate su circostanze di fatto espressamente indicate nel provvedimento a pena di nullità rilevabile anche d'ufficio. Le situazioni di concreto ed attuale pericolo non possono essere individuate nel rifiuto della persona sottoposta alle indagini o dell'imputato di rendere dichiarazioni né nella mancata ammissione degli addebiti;
b) quando l'imputato si è dato alla fuga o sussiste concreto pericolo che egli si dia alla fuga, sempre che il giudice ritenga che possa essere irrogata una pena superiore a due anni di reclusione;
c) quando, per specifiche modalità e circostanze del fatto e per la personalità della persona sottoposta alle indagini o dell'imputato, desunta da comportamenti o atti concreti o dai suoi precedenti penali, sussiste il concreto pericolo che questi commetta gravi delitti con uso di armi o di altri mezzi di violenza personale o diretti contro l'ordine costituzionale ovvero delitti di criminalità organizzata o della stessa specie di quello per cui si procede. Se il pericolo riguarda la commissione di delitti della stessa specie di quello per cui si procede, le misure di custodia cautelare sono disposte soltanto se trattasi di delitti per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni.


mercoledì 16 maggio 2012

Una questura perbene

Ucraina si "suicida" in questura a Trieste. La donna si sarebbe "strangolata" "da sola" senza alcun aiuto da parte delle forze dell'"ordine".

La donna si sarebbe impiccata con il laccio della propria felpa. Pare sia rimasta sconvolta nel vedere fuori dalla finestra un asino volante.

Era trattenuta illegalmente in questura. Triste sorte che condivideva con altri poliziotti onesti.

Il capo dell'Ufficio Immigrazione è un certo Baffi. Già solo questo dovrebbe far ridere qualcuno. (inside joke)

Nel suo ufficio sono stati trovati il Mein Kampf e altre pubblicazione razziste. Ma erano solo i testi del concorso pubblico.

Un sospetto fascista a capo dell'Ufficio Immigrazione della Questura di Trieste. Una cosa che non può che indignare: "Solo lì?".

Sequestro di persona e omicidio colposo, questi i capi d'accusa per Baffi e altri poliziotti. Ora potranno ambire a seguire le orme di De Gennaro.

La Procura sta indagando, non tralasciando alcun aspetto: "Era figa la tipa dell'est?".

Alcuni movimenti sociali hanno protestato davanti alla questura al grido di "Uccideteci tutti" o "Uccideteli tutti"

martedì 8 maggio 2012

L'economia del Movimento a 5 Stelle Cadenti

Come ampiamente preventivato da qualsiasi sondaggista, e quando dico qualsiasi sondaggista intendo persino Pagnoncelli, il movimento di Grillo ha fatto il botto.
Ora, potremmo spiegarcelo in molti modi questo risultato, dal fatto che più la crisi aumenta e la gente si impoverisce e ha paura, più è facile votare per chi è contro chi quella crisi l'ha creata, indipendentemente dalla validità o meno delle sue idee, dal fatto che i politici italiani e i loro partiti quando non sono impresentabili, sono completamente grigi, o, ancora, dal fatto che, con l'implosione della Lega, mancava completamente sul panorama politico italiano un partito altrettanto populista.
Insomma, ci possono essere molti modi per spiegare il risultato di Grillo, ma io credo che ci si debba concentrare unicamente sul suo programma elettorale.
Ora, prendo per buono l'elenco che ho trovato qui e relativo alle idee per l'economia (visto che la crisi c'è, mi pare doveroso partire da questo punto basilare (alcuni li salterò per amor di concisione o perché non ho niente da dire o perché sono così conciso da non aver niente da dire):

Introduzione della class action. Lasciamo perdere che già c'è, ma il problema è che se la Telecom mi genera un danno da 10 Euro, io posso chiedere solo 10 Euro. Finché non si introducono i danni punitivi, class action o meno, non si risolveranno mai i problemi di malpractice delle imprese. Però è bello parlarne e fa molto romanzo di Grisham.
Abolizione delle scatole cinesi in Borsa. Facile come bere un bicchier d'acqua. Essendo scatole cinesi ed essendo le imprese internazionali, immagino certamente plausibile uno snello intervento normativo volto a dirimere definitivamente la questione.
Abolizione della legge Biagi. Sicuramente un punto forte del programma. Abolire la legge Biaggi vorrebbe dire portare l'Italia ad avere una legislazione del lavoro stile anni '70, quando tutti o quasi i lavoratori erano a tempo indeterminato e si sono gettate le basi per avere un'industria debole, una burocrazia statale inefficiente e un sistema pensionistico ridicolo. Il tutto al netto del fatto che, ad oggi, è molto più facile per un imprenditore delocalizzare da un'altra parte, ma sono certo che con i grillini al governo, l'imprenditore sarebbe ben lieto di restare in Italia ed assumere a scatola chiusa i propri lavoratori.
Impedire lo smantellamento delle industrie alimentari e manifatturiere con un prevalente mercato interno. Compra italiano, mangia italiano. Indipendentemente da quanto ti costa. Immagino gli Armani, i Della Valle e i Barilla annuire convinti.
Abolizione delle stock option. Ora, se mi spiegate il perché bisognerebbe abolirle visto che, peraltro, dal 2008 sono pure tassate, vi ringrazierò, perché io, davvero, non riesco a capirlo. Senza contare l'idiozia di non avere in Italia uno strumento finanziario che in tutto il resto d'Europa e degli USA viene utilizzato tranquillamente.
Abolizione dei monopoli di fatto, in particolare Telecom Italia, Autostrade, ENI, ENEL, Mediaset, Ferrovie dello Stato. Bellissima disamina, Telecom è un monopolio visto che Infostrada, Teletu e Vodafone non sono compagnie telefoniche. Autostrade gestisce la rete autostradale italiana. Chi diavolo vuoi metterci? 1000 compagnie diverse? Su Eni ed Enel richiamo alla mente le altre 50 aziende che fanno lo stesso mestiere in regime di concorrenza. Parlare di monopolio di Mediaset è semplicemente ridicolo e non merita che mi ci soffermi neanche un po'. Ferrovie dello Stato: basta pensare che le Ferrovie sono un servizio e sono, tendenzialmente, in perdita. Lo Stato paga (leggi: va in perdita) per dare la possibilità alla gente di spostarsi. Se ammetti treni privati, poi, però, non puoi rompere il cazzo se il tuo diretto notturno per la Sicilia viene soppresso perché antieconomico. Basta capirsi. Tanto io il treno non lo prendo praticamente mai.
Allineamento delle tariffe di energia, connettività, telefonia, elettricità, trasporti agli altri Paesi europei. Ok, però parifichiamo anche il costo del lavoro e il fatto di, per esempio, dover importare tutte le risorse prime per produrre energia?
Favorire le produzioni locali. Ma va?!
Sostenere le società no profit. Fulgido esempio di società in grado in generare quei profitti che poi creano ricchezza collettiva.
Sussidio di disoccupazione garantito. A chi? A tutti? Per sempre? Di quanto? Posso averlo anch'io finché non trovo il lavoro dei miei sogni?
Disincentivi alle aziende che generano un danno sociale. Ah, ma in tutti questi punti (e anche in quelli saltati) si è mai parlato di incentivi alle aziende (non consideriamo tali quelle no profit che non lo sono)? Alle aziende brutte, sporche e cattive? Cosa volete disincentivare se neanche incentivate? Andate di notte a rigargli la serranda del magazzino?

Da questa breve, parziale e assolutamente discutibile analisi, emerge che non è vero che gli elettori di Grillo votano con la pancia, bensì votano sulla base di un programma elettorale che avrebbero letto e condiviso se non fossero degli analfabeti.

martedì 17 aprile 2012

Basta

"Basta, quando è troppo è troppo, lo Stato ci affama aumentando le tasse e non è neanche in grado di ridurre di un po' tutti i soldi che vengono succhiati dai partiti per i rimborsi elettorali. Io me lo ricordo quando Monti venne nominato Capo del Governo, quando disse, chiedendo la fiducia al Senato, che il suo era un "Governo di impegno nazionale" che doveva "assumere su di sé il compito di rinsaldare le relazioni civili e istituzionali, fondandole sul senso dello Stato" e "Di fronte ai sacrifici che sono stati e che dovranno essere richiesti ai cittadini sono ineludibili interventi volti a contenere i costi di funzionamento degli organi elettivi. I soggetti che ricoprono cariche elettive, i dirigenti designati politicamente nelle società di diritto privato, finanziate con risorse pubbliche, più in generale quanti rappresentano le istituzioni ad ogni livello politico ed amministrativo, dovranno agire con sobrietà ed attenzione al contenimento dei costi, dando un segnale concreto ed immediato. Si dovranno rafforzare gli interventi effettuati con le ultime manovre di finanza pubblica, con l'obiettivo di allinearci rapidamente alle best practices europe".Questo diceva e, cose è successo dopo? Nulla. A fronte di sacrifici chiesti ai cittadini, nulla è cambiato.
Ora, la trimurti Alfano, Bersani e Casini, nel silenzio di tutti gli altri stronzi arrivisti falliti, continua a ripetere che il finanziamento pubblico ai partiti è ineludibile, che senza i partiti sarebbero in mano a lobby private, che se non ci fossero quei soldi, che gli italiani avevano già detto con referendum che non dovevano esserci, la ricostruzione de L'Aquila, per esempio, sarebbe stata portata avanti a suon di tangenti e imprenditori sghignazzanti. Questo ci dicono e allora io vi dico basta. Basta starli ad ascoltare. Basta illudersi che possa arrivare un deus ex machina a risolvere i nostri problemi, basta confidare in questa gente, basta, basta, basta. Ora, quello che dovete fare non è altro che dire anche voi basta, stracciate la vostra tessera elettorale, vogliono governare l'Italia, lo facciano senza i nostri voti. Stracciate le tessere di partito, vogliono il gazebo? Le cameriere alle feste dell'Unità? I ragazzi a volantinare? Se lo facciano loro, splendidi sessantenni che sono a capo della baracca, sia che sia una sede nazionale che il circolo del partito dietro casa vostra. Vadano loro in strada, se tanto ci tengono. Voi dite basta, fate un passo indietro. Quello che si doveva fare per l'Italia, lo si è fatto. Basta, basta farsi tirare per il culo, basta sentirsi dire che i giovani sono una risorsa, basta. A volte bisogna dimostrare di avere dignità e saper accettare la sconfitta. Questa generazione di sessantenni cresciuti sotto lo scudo crociato e la falce e il martello ci ha fottuto. Riconosciamo la sconfitta, ma non umiliamoci. Non andiamo ad aiutare il nostro candidato sindaco di 70 anni, aspettiamo che sia lui a fare campagna politica per noi e non viceversa. Basta comprare i giornali di partito che vendono 4 copie ed esistono solo per avere dei finanziamenti. Ci hanno tolto anche la capacità di indignarci. Basta ai giornali delle inchieste contro Berlusconi che ci hanno fatto credere che il male fosse tutto da una parte. Basta allo Stato macrospico, basta ai consigli regionali dove ci sono 80 stronzi a prendere più di 100.000 Euro l'anno per fare 4 leggi regionali di merda che non servono a nulla. Basta con l'indignazione per Renzo Bossi e Nicole Minetti, quando non si capisce che quello è un semplice bubbone di un corpo appestato. Basta, basta a tutto. Basta seguire i sindacati, basta seguire confindustria. Hanno fallito tutti, miseramente. Con i loro silenzi, quando faceva loro comodo. Hanno fallito, sono dei falliti. Quindi basta seguire i falliti. Basta".
Poche persone sentirono queste parole, gridate nel vento da Federico, corpulento uomo pelato veneto, davanti al Parlamento, prima di farsi esplodere.

venerdì 6 aprile 2012

Sincerità


"Italiane e Italiani, in questi mesi di duro lavoro, abbiamo cercato di risistemare i conti dello Stato. Vi abbiamo chiesto, e vi stiamo chiedendo ancora, sacrifici. Abbiamo aumentato le tasse, abbiamo reintrodotto l'ICI, aumentandola, inventato nuovi balzelli, persino se volete farvi un viaggio in aereo ora pagate di più. E, lo sappiamo, la nostra riforma del lavoro non porterà a niente. No, neanche la scuola toccheremo, non siamo in grado di proporre una sua riforma credibile, perché non ci sono soldi. Anche le misure per lo sviluppo non porteranno a nulla, avete mai sentito di sviluppo senza investimenti? Siamo seri. E noi lo siamo, siamo professori, lo sappiamo quello che si può e quello che non si può fare. Qualcuno di voi si sta suicidando, è una cosa triste, che ci lacera, ma che ci fa risparmiare. Siamo in tanti, oltre 60 milioni, forse è un discorso arido e cinico, ma qualcuno in meno, non può che giovare alle casse dello Stato, specie nel lungo periodo. No, non aspettatevi nemmeno la riforma della giustizia, non solo non ci sono i soldi, ma non possiamo neanche stravolgere un sistema giuridico che è considerato tra i peggiori del mondo occidentale senza mettere in conto di entrare in conflitto con la magistratura. E non ne abbiamo alcuna intenzione. No, le banche non verranno toccate, perché senza banche che ci girino tutti i dati dei vostri conti correnti, non saremmo in grado di essere puntuali nella rilevazione delle vostre grandi e piccole evasioni. No, non aspettatevi nulla, se non di riuscire a sopravvivere. Quello che potevamo fare, farvi pagare, l'abbiamo fatto, ora alziamo bandiera bianca. Italiani, abbiamo salvato lo Stato, il nostro e vostro Stato, ma non potete aspettarvi altro, almeno per ora. Inutile che vi illudiate, le vostre fortune e le vostre disgrazie sono solo nelle vostre mani, noi ora inseriremo il pilota automatico, governando il governabile e perdendo tempo, che Dio vi assista".
Il Premier si alzò, girò le spalle ai giornalisti e si incamminò verso il Quirinale, lo aspettava il Presidente della Repubblica, per un thè.

mercoledì 4 aprile 2012

La mia scuola

SCUOLA
Come spiegare l'Arnaldo 63° in classifica.
Da ex arnaldino ormai trentaduenne non ho potuto che leggere con stupore e rammarico la notizia secondo cui l'Arnaldo è solo 63simo nella classifica delle 453 scuole lombarde; almeno stando agli studi della Fondazione Giovanni Agnelli che, su basi scientifiche, hanno «catalogato» tutti gli istituti presenti nel territorio, in base non solo alla qualità dell'insegnamento (difficilmente valutabile), ma anche ai risultati ottenuti dagli ex alunni appena abbandonate le mura scolastiche.
Ebbene, vedere la mia scuola cadere così in basso, superata dal Calini, dal Copernico, dal Golgi e dall'Olivelli Putelli di Darfo, è stato un colpo al cuore.
Dopo aver gridato, dentro di me, al complotto, aver deriso le fredde statistiche matematiche che mai potranno imprigionare lo spirito letterario, ebbene, dopo tutto questo, mi sono fermato a ricordare e riflettere.
E mi sono venute in mente le ore passate ad ascoltare impettite professoresse ripetere stanche lezioni imparate anni addietro, le stesse che premiavano sistematicamente quanti, come pappagalli, riuscivano ad imparare la lezione a memoria; mi sono ricordato di presidi che, al posto di cercare di spronare alcuni professori di filosofia e storia ad insegnare, incredibile dictu, filosofia e storia invece che disquisire delle proprie ricette culinarie preferite, preferivano moralizzare i giovani studenti, come novelli Catoni Censori.
Mi sono ricordato del laboratorio linguistico e di chimica, stanze vecchie già dieci anni or sono, che venivano sfruttate talmente poco che ogni volta mi sembrava di andarci per la prima volta; delle professoresse di inglese che in cinque anni non ci hanno mai fatto fare una volta conversazione (in compenso ricordo ancora benissimo la costruzione di una frase al passato condizionale, utilissima se si deve parlare dei massimi sistemi con un filosofo).
E così via, fino a ricordarmi delle ultime polemiche per l'utilizzo del nome Arnaldo per la locandina di una innocua festa studentesca.
Ho ripensato a tutto questo e allora ho dovuto chiedere scusa alle statistiche.
Il 63simo posto è più che meritato. Per farmi tornare il sorriso, mi toccherà aspettare di leggere la classifica delle scuole più piene di sè.